Che sia francese o greco, da pugile o a punta impertinente, il nostro naso è un elemento fondamentale dell’armonia dell’intero viso, e spesso è una caratteristica che ci contraddistingue. Ma se non ci soddisfa e non lo sentiamo come nostro, che fare? Se state cercando una soluzione rinoplastica Roma, il suggerimento che vi possiamo dare è di rivolgervi al centro Medicinaplastica, gestito dal dottor Ernesto Maria Buccheri e dalla dottoressa Leticia Molinaro. Il team di specialisti a vostra disposizione 24 ore su 24 presso la clinica Parioli si prenderà cura di voi fin dal primo incontro valutativo. E’ possibile, inoltre, accedere al sito di MedicinaPlastica per un primo quadro generale, semplicemente entrando in questa pagina. Chi decide di fare un intervento di rinoplastica, infatti, deve fare un colloquio preliminare con il chirurgo, che grazie al programma informatico Morfing 3D può fare una previsione virtuale delle possibili riuscite del naso dopo l’intervento. È importante sottolineare che la filosofia degli specialisti del centro è quella di non stravolgere troppo le misure, la conformazione e la dimensione originale del naso, per evitare di produrre risultati tutti uguali come se fossero stati stampati in serie, orientati a canoni finti di bellezza e soprattutto non in armonia con i lineamenti del viso del paziente.
Se l’equilibrio dell’intero volto dovesse risultare troppo alterato dopo un intervento di manipolazione nasale, si può discutere con il chirurgo di eventuali altri interventi correttivi della linea generale, come ad esempio una mentoplastica. Per l’intero intervento occorrono dai 60 ai 90 minuti. In particolare, per interventi di rinoplastica a Roma presso questo centro leader nel settore, è richiesta l’ospedalizzazione la mattina presto, con digiuno dalla mezzanotte precedente, e le dimissioni avvengono quasi sempre nel giro di 24 ore; la ripresa totale delle attività funzionali del naso è stimata in quattro giorni. A due giorni dal post operatorio abbiamo la rimozione dei tamponi endonasali, mentre dopo dieci giorni abbiamo la seconda medicazione, consistente nella rimozione della mascherina di contenimento e dei punti di sutura. Il paziente è comunque seguito e monitorato costantemente dagli esperti del Centro rinoplastica Roma per circa dieci mesi post operatori.
Le tecniche utilizzate dal dottor Buccheri dipendono dalla conformazione nasale del paziente e dalle risposte ossee e cartilaginee, e possono consistere in una rinoplastica aperta o chiusa. La prima si verifica soprattutto quando gli inestetismi riguardano la punta del naso, troppo larga o troppo spiovente verso la bocca: con essa si possono rimodellare punta ed anche dorso in modo tridimensionale e tende ad essere la tecnica preferenziale in caso di intervento secondario, ovvero correttivo di un primo intervento estetico sbagliato, troppo invasivo o semplicemente rigettato dall’organismo del paziente per qualche motivo. La seconda opzione, quella della rinoplastica chiusa, prevede l’utilizzo di uno strumento intercartilagineo che effettua il taglio all’interno della mucosa nasale. Nel primo caso le cicatrici si situano sotto il naso e nella zona di contorno delle narici (soprattutto se l’intervento ha previsto anche una correzione di quest’ultime) e diventano comunque quasi invisibili nel giro di 3 mesi; nel secondo, invece, non abbiamo cicatrici a vista, in quanto i punti di sutura sono situati tutti tra la mucosa e la cartilagine interne alla piramide nasale. Alcune delle più comuni paure dei pazienti riguardano il decorso post operatorio dal punto di vista della funzionalità respiratoria, il timore di provare dolore e la possibilità di riportare ecchimosi ed ematomi. Per quanto riguarda la prima comprensibile ansia, il team di specialisti del centro Medicinaplastica per la rinoplastica Roma ci tiene a sottolineare che gli interventi di correzione estetica non vanno mai ad intaccare le strutture funzionali della piramide nasale, anzi, possono migliorare la respirazione di chi, in particolare, soffre di setto nasale deviato, che può essere corretto insieme all’estetica. La seconda eventualità è scongiurata dal fatto che il continuo monitoraggio del paziente e la somministrazione di una terapia a base di antidolorifici permettono all’operato di avvertire solo un leggero fastidio provocato dai tamponi nasali. Infine, le ecchimosi e gli ematomi consequenziali agli interventi chirurgici dipendono soltanto dalla risposta dell’organismo di ognuno, dalla fragilità dei nostri capillari e tessuti e da molte altre questioni strettamente legate individualmente ad ogni soggetto.

